ALOMAR Varese dona un capillaroscopio alla Reumatologia

ALOMAR (Associazione Lombarda Malati Reumatici) di Varese ha donato alla Reumatologia dell'Ospedale di Circolo di Varese, diretta dalla dottoressa Elena Baratelli, un capillaroscopio, strumento preziosissimo per il riconoscimento delle anomalie morfologiche e funzionali del microcircolo. 

La donazione è stata resa possibile grazie alla sinergia di ALOMAR Varese con altre associazioni che hanno contribuito, quali i LIONS di Gavirate/Besozzo, il Gruppo Alpini di Varese, la Compagnia Teatrale “I 4 venti” di Arcisate, e la Compagnia Teatrale “Gruppo Danza Teatro Tango”.

"La capillaroscopia rappresenta una metodica d’indagine non invasiva di indiscusso valore nel riconoscimento delle anomalie morfologiche e funzionali del microcircolo - spiega la dottoressa Elena Baratelli - Il suo impiego risale al XX secolo, ma solo dagli anni '70 raggiunge una collocazione precisa in ambito reumatologico grazie agli studi di Hildegard Maricq. Da allora le applicazioni della capillaroscopia si sono progressivamente estese fino a costituire un esame irrinunciabile nell’approccio diagnostico e prognostico di alcune patologie reumatologiche autoimmuni come la sclerodermia e nella diagnostica differenziale del fenomeno di Raynaud. Quest’ultimo viene definito comunemente ‘fenomeno delle mani bianche’ ed è caratterizzato da una netta variazione di colore delle dita delle mani (in sequenza bianco-blu-rosso) in conseguenza di un episodio di vasospasmo scatenato dal freddo, dallo stress e dal fumo. Tale manifestazione clinica ha nella maggior parte dei casi un significato benigno e si verifica su capillari sani (in tal caso viene definito morbo di Raynaud). In una piccola percentuale di casi si verifica invece come conseguenza di una profonda alterazione strutturale della parete dei capillari, condizionata dalla produzione di autoanticorpi diretti contro la parete vasale stessa, responsabile del danno a carico di numerosi organi interni coinvolti in queste patologie reumatologiche. In soggetti con fenomeno di Raynaud il riconoscimento immediato di anomalie caratterizzate da anse dilatate, con disorganizzazione della rete micro vasale, fragilità dei capillari, microemorragie e talora riduzione del numero dei capillari assume un significato rilevante nella precoce individuazione dei pazienti a rischio o con connettivite”.

Dal punto di vista pratico la  capillaroscopia viene effettuata a livello della plica ungueale delle dita delle mani  - aggiunge la dottoressa Baratelli - e può essere effettuata con dispositivi ottici di vario tipo a partire da un semplice oftalmoscopio o un dermatoscopio (attualmente in uso presso il nostro ambulatorio) o un microscopio ottico ma con una scarsa sensibilità legata al limitato livello di ingrandimento e alla scarsa precisione delle immagini, fino ad arrivare al moderno videocapillaroscopio.

La videocapillaroscopia con sonde ottiche a contatto ha aperto importanti nuove prospettive nello studio del microcircolo. Le immagini capillaroscopiche vengono visualizzate direttamente su monitor e ciò rende particolarmente agevole lo studio del microcircolo per la nitidezza e l’ampiezza del campo di osservazione. La semplicità di esecuzione e la maneggevolezza dello strumento sono tali da consentirne l’impiego nella pratica clinica ambulatoriale. Lo strumento è fornito di un software dedicato che consente l’archiviazione delle immagini  allo scopo di documentare e monitorare nel tempo  eventuali alterazioni del pettine capillare, di quantificare il danno micro vasale e di utilizzare in maniera longitudinale e riproducibile le misurazioni effettuate sulle anomalie capillaroscopiche, di valutare la risposta a specifiche terapie vasoattive. Il software consente inoltre la stampa immediata per la refertazione.

L’avere a disposizione tale strumento nella nostra attività ambulatoriale - conclude la dottoressa Baratelli - rappresenta un’importante opportunità nella diagnosi precoce degli “scleroderma spectrum disorders” permettendoci di identificare precocemente i pazienti a rischio di sviluppare danni a carico degli organi interni (in particolare polmoni e cuore) che rappresentano le complicanze più temibili nell’ambito delle patologie reumatologiche autoimmuni e consentendoci di mettere in atto precocemente tutte le strategie terapeutiche attualmente disponibili per ridurre la morbilità ed anche la mortalità legata a tali patologie autoimmuni".

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